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L’Abruzzo torna zona rossa ma solo per poche ore

da Marina Denegri

marco marsilio

Il TAR ha accolto il ricorso del Governo contro l’ordinanza di Marsilio. Ma il report settimanale dell’ISS la ricollocherà in zona arancione

L’AQUILA – L’Abruzzo da questa era é di nuovo zona rossa. É quanto ha deciso il Tar dell’Aquila, che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal Governo dell’ordinanza firmata domenica scorsa dal Governatore Marsilio, che aveva sancito il passaggio da un regime di zona rossa ad arancione senza attendere le valutazioni della cabina di regia nazionale. La pubblicazione del decreto dei giudici amministrativi dovrebbe avvenire a breve.

L’Abruzzo, però, potrebbe restare nella fascia di rischio più alta soltanto per poche ore. Dopo la diffusione del report settimanale dell’Istituto superiore di Sanità infatti è atteso per la Regione un passaggio in zona arancione perché l’Rt regionale è largamente sotto l’1 ( 0.8) e, quindi, la Regione é una tra le 14 (le altre sono: Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Bolzano, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta)  che rientrano nell’area a rischio moderato.

L’udienza del Tar si è svolta per via telematica proprio mentre la cabina di regia nazionale stava esaminando i dati epidemiologici della Regione al ine di valutare e ci fossero le condizioni per il passaggio a zona arancione. Secondo quando stabilito dal Tar, l’Abruzzo dovrà quindi rimanere in zona rossa fino a nuova ordinanza del Ministro Speranza.

Il commento di Marsilio

“La pervicace azione del governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo – é stato il commento del Presidente Marsilio appena appena conosciuta la decisione del Tar – Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un “pericolo” così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo.

Mi sento con la coscienza a posto: ho tutelato la salute dei cittadini adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio.

A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realtà dei fatti, il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme. Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che è previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto.

Pochi minuti dopo la pubblicazione della sentenza del Tar, ho ricevuto la telefonata del ministro Speranza che mi trasmette il testo dell’ordinanza, alla sua firma questa sera, che riconosce l’Abruzzo in zona arancione. A partire da domenica. Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini”, ha concluso il Governatore.