PESCARA – “Dante non è stato solo il Padre della lingua italiana, ma è stato anche colui che ha insegnato ai letterati a parlare al popolo accantonando il latino per la lingua del volgo, è stato anche un giovane uomo innamorato della sua Beatrice, e un grande conoscitore dell’animo umano, che ci ha raccontato attraverso le pagine della sua Commedia, definita da Boccaccio ‘Divina’”. Lo ha detto l’attore Antonello Angiolillo, che a breve riprenderà la sua tournée con lo spettacolo ‘La Divina Commedia’ iniziata nel 2018, incontrando stamane gli studenti della scuola media ‘Mazzini’ e dell’Istituto comprensivo ‘Illuminati’ a Pescara in occasione delle celebrazioni del ‘Dantedì’, promosse dall’assessore alla Pubblica istruzione Valeria Toppetti in occasione della Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, istituita nel 2020 dal Consiglio dei Ministri. Il 25 marzo è infatti riconosciuto dagli studiosi come data di inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia.
“L’occasione – ha detto l’assessore Toppetti – è utile per consentire ai nostri ragazzi di conoscere un volto diverso di Dante, che nella sua opera ha promosso sempre il valore umano, un uomo empatico, per molti aspetti moderno, capace di guardare con compassione e pietà la condizione umana dei personaggi che di volta in volta ha incontrato nel suo viaggio dentro l’Inferno, nel Purgatorio per poi avviarsi verso la catarsi del Paradiso. E per farlo abbiamo scelto la collaborazione di un attore, Angiolillo, che negli anni è divenuto uno dei massimi esperti”.
E Angiolillo non si è sottratto al fiume di domande che in due ore sono arrivate dai bambini sui vari personaggi che Dante incontra nel viaggio della sua Divina Commedia “un testo che all’estero è quasi considerato al pari della Bibbia. Sorprendente è soprattutto l’interesse dei più piccoli verso quello che è poi un grande racconto, ma anche la preparazione e l’empatia non solo verso figure come Beatrice, ma anche come quelle meno scontate di Caronte o di Giuda, e la loro capacità di capire la differenza tra il male e il bene, le ragioni per le quali un personaggio si trova all’inferno anziché in paradiso, e soprattutto di nutrire il sentimento del perdono nei confronti di coloro che stanno espiando la propria pena a fronte di un errore commesso in vita”.