Nel 1911 fondò, con Modesto Rauzi, la “Raton Mercantile Company”. Nel 1914 rilevò le quote societarie di Rauzi e divenne unico proprietario della “Raton Mercantile Company”. Nel 1918 rilevò la “International State Bank” e contestualmente era proprietario della “Di Lisio’s Department Store”. Con un socio, Celestino Vincioni, fondò la “Raton Wholesale Liquor” con una sede distaccata anche ad Albuquerque. Fu proprietario del prestigioso “Yucca Hotel”. Era anche membro fondatore del Raton Kiwanis Club, membro permanente della “ Raton Chamber of Commerce” e dei Cavalieri di Colombo e membro della Chiesa cattolica di San Patrizio. Ottenne il riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Seppe guadagnarsi la fiducia dei minatori di tutte le nazionalità che divennero sui clienti abituali.
Aprì un grande magazzino, pubblicizzato dalla radio KRTN, che ancora oggi viene ricordato. “Joseph” aveva oltre che una innata propensione per gli affari uno spirito altamente filantropico. Promosse borse di studio per i giovani. A Ranton è ancora oggi ritenuto una vera e propria “icona”. Si racconta su di lui un simpatico aneddoto. Aveva riunito la intera comunità italo-americana per far loro imparare la nuova lingua e meglio conoscere la realtà degli Stati Uniti. Un professore chiese ad uno dei nostri emigranti “Chi è il presidente americano ?” e questi senza nessuna perplessità rispose “Di Lisio”. Giuseppe “Joseph” Di Lisio morì a Raton, New Mexico, il 26 febbraio del 1972.
A cura di Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”
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