PESCARA – Sabato 28 Febbraio, a Pescara alle ore 11, presso l’auditorium Sala “Tosti” dell’Aurum, sita in Largo Gardone Riviera, si terrà la conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto pilota per il centro Italia per la creazione dei “Centri Antiviolenza ANDDOS”, dedicati alle coppie ed alle persone LGBTIQ che si trovano in situazioni di disagio sociale, proprio perché spesso vittime di violenza, non solo in ambito familiare. Attualmente, infatti, non esiste alcun protocollo di assistenza in materia e gli attuali centri che si occupano di violenza si trovano spesso impreparati. L’assenza di riconoscimento sociale e diritti, inoltre, rende la vita di coppia delle persone LGBTIQ ancora più difficile e complessa, con il rischio di una solitudine e un isolamento in termini familiari e sociali.
I Centri Antiviolenza ANDDOS, organizzati in partenariato con l’Associazione di Promozione Sociale – Centro Antiviolenza Donn-è di Ortona, si avvalgono di eccellenti professionisti, specializzati in ambito medico, psicologico e legale per offrire e garantire una mirata consulenza continua in tre sedi diverse (Lazio, Marche e Abruzzo), anche per via telematica, grazie alla sinergia con il portale di assistenza “One Question”, già operativo in tutto il territorio nazionale.
“Affronteremo con estrema professionalità – spiega il presidente nazionale Mario Marco Canale di ANDDOS – il tema della repressione, della tutela della vittima, ma anche quello della prevenzione, dell’educazione, dei modelli culturali, con la presa di coscienza che la lotta alla violenza è un fenomeno sempre più dilagante, da contrastare con efficacia e tempestività. La violenza non è solo il frutto di un’aggressione individuale, ma la conseguenza di una dimensione più ampia: un intreccio di fattori culturali, emulativi e di mancanza di servizi. Su quest’ultimo punto, un ruolo centrale sarà rappresentato dai nostri Centri Antiviolenza, primi baluardi per la tutela della vittima. La rete, attualmente, sul territorio nazionale, è carente, disomogenea e tenuta in piedi per l’abnegazione di pochi, senza un sistema organico e continuativo di finanziamento. Occorre, pertanto, uscire dal solito rito degli spot e scendere finalmente sul terreno delle azioni concrete, anche in sinergia con le istituzioni: questo è l’obiettivo programmatico di ANDDOS”.
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