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Il regno della confusione e degli spettri all’orizzonte

da Alessio Evangelista

Il regno della confusione e degli spettri all'orizzonte

L’analisi del brutto momento che sta attraversando il Pescara, nelle prossime cinque gare il Delfino si gioca moltissimo.

PESCARA – “Si è toccato il fondo”. Questo è il commento unanime dei pochi spettatori accorsi all’Adriatico al termine di Pescara-Carpi. Un’altra sconfitta, la seconda consecutiva nel giro di pochi giorni e la terza nelle ultime tre partite. Il vero problema è che il fondo ancora lo si è toccato concretamente visto che la zona spareggi è distante ancora tre punti. Play-off? No, Play-out. Il Delfino è un animale ferito incapace di reagire alle offensive altrui e, quando lo fa, i risultati sono piuttosto confusionari. Già, visto che in questo momento è la confusione a regnare sovrana, dalle parti dell’Adriatico, a cominciare dal modulo schierato ieri da Epifani.

Sia chiaro, l’ex tecnico del San Nicolò ha pochissime colpe in questa faccenda ma la scelta di schierarsi a specchio (3-5-2) non è stata ripagata. Undici minuti, sono bastati seicentosessanta secondi al Carpi per aprire e chiudere la partita con un colpo di testa di Sabbione sbucato in mezzo alle statue di sale della retroguardia abruzzese. Difficile, poi, segnare alla quinta miglior difesa del campionato, ancor più difficile se la squadra in questione (ossia il Pescara) ha segnato soltanto tre (3!) reti nel girone di ritorno. Numeri negativi su numeri negativi, statistiche che iniziano a essere impietose e pericolanti al pari della classifica. Quattordicesimo posto in classifica per Brugman e compagni con i play-off distanti sette punti (un’eternità) mentre i play-out non sono mai stati cosi vicini come ora.

Sono solo tre i punti di vantaggio del Delfino dalla quintultima posizione, attualmente occupata dal Cesena, e il calendario non aiuta proprio: domenica lo scontro diretto ad Avellino, poi impegno casalingo contro l‘Empoli fino alla doppia sfida in trasferta contro Brescia e Palermo. A chiudere il trittico “infernale” c’è il match dell’Adriatico contro il Bari. Cinque sfide: 245′ in cui gli abruzzesi si giocheranno molto, moltissimo. Le difficoltà tecniche dell’organico, che sono palesi, vengono superate da quelle psicologiche: il Pescara è un vero e proprio caso clinico e anche qui vengono in aiuto le statistiche che parlano di una squadra che è riuscita a rimontare una sola volta il risultato. Quando? Un girone fa, proprio contro l’Avellino. La primavera bussa alle porte, il Pescara deve uscire per non rischiare di rimanere chiuso a chiave dal proprio destino.

Fonte foto: Pescara Calcio