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I sindacati scrivono al Ministro dei Trasporti sul corridoio Tirreno-Adriatico

da Marina Denegri

Chiesto un incontro urgente sul corridoio Tirreno-Adriatico, all’indomani dell’istituzione della Zes (zona economica speciale)

PESCARA – Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno spedito al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli una nota per chiedere un incontro urgente sul corridoio Tirreno-Adriatico, all’indomani dell’istituzione della Zes (zona economica speciale).

Tutto ciò considerato che l’istituzione di una ZES (regione in transizione) costituisce una grande opportunità per lo sviluppo regionale, che per un buon risultato del Piano di Sviluppo della ZES occorre disporre di una buona capacità di programmazione strategica e che l’indirizzo strategico della ZES Abruzzo, così come tracciato nel Piano di Sviluppo e apprezzato dallo stesso Ministro Provenzano, fa riferimento al “progetto trasversalità”.

“Il “progetto trasversalità -si legge nella nota- è ampiamente condiviso da tutte le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, i partiti politici e i governi delle due Regioni (Lazio e Abruzzo); costituisce l’unica soluzione al problema dell’integrazione delle aree interne, marginali e duramente provate da terremoti e catastrofi naturali disastrose, come sostengono i tanti Sindaci di questi territori. Sulla trasversalità possono convergere risorse nazionali ed europee sulla coesione, fondi già disponibili, e ne sono in arrivo altre con il recovery plan, come ribadito dal Ministro Provenzano nelle dichiarazioni all’approvazione della ZES; su di essasi è impegnato lo stesso Presidente del Consiglio, indicando tra le priorità negli investimenti sulle infrastrutture, l’alta velocità della ferrovia Roma Pescara per il trasporto passeggeri e la logistica delle merci;

Sul riconoscimento europeo di un corridoio intermodale trasversale, Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce, come diramazione del Corridoio V° Mediterraneo da ricongiungere al ramo C, che dal porto di Ploce raggiunge Budapest e Kiev (corridoio trasversale intermodale-comodale, come alternativa al traffico “tutto strada” del Corridoio V°) si sono già espressi favorevolmente il Ministero mobilità e trasporti della Catalogna, l’Autorità Portuale di Barcellona, l’Autorità Portuale di Civitavecchia e l’Autorità Portuale di Ancona.

Il corridoio trasversale collega Roma capitale (secondo mercato nazionale) al porto d’Abruzzo sull’Adriatico, alla penisola balcanica, all’est Europa e al Medio Oriente; per renderlo efficiente occorre valorizzare le infrastrutture esistenti (le Autostrade A24 – A25 – A14, la ferrovia Pescara Roma, la ferrovia Adriatica, Interporto di Avezzano, l’Interporto d’Abruzzo, l’Aeroporto di Pescara, l’Autoporto di Roseto, il Porto di Ortona) migliorandone le connessioni, il grado di sicurezza e il livello di efficienza;

Il porto di Ortona, individuato anche come porto di interesse militare, può contribuire al reperimento di risorse europee aggiuntive a disposizione del “Meccanismo per Collegare l’Europa” (MCE), per il miglioramento infrastrutturale per la Mobilità Militare. Per la ferrovia Pescara Roma sono già disponibili finanziamenti per oltre 1,5 miliardi di euro e il porto di Ortona dispone di una dote di circa 60 milioni di euro di progetti cantierabili ma in serio ritardo nella realizzazione. Per sbloccare il completamento di infrastrutture logistiche che insistono sulla trasversalità, ritenute di grande valore strategico, occorre una governance autorevole e competente in grado di ridurre i tempi di realizzazione e dare sicurezza e certezze alle imprese che intendono investire nell’area della ZES”.

Nella foto il Porto di Ortona